ALISTER

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Errori medici

 

    

Errori medici e risarcimenti

Tratto da “Come Restare Giovani”

 

Errori medici: 6 cause al giorno

Secondo l'ultimo dossier dell'assessorato alla Sanità presentato ai risk manager della Lombardia, nel 2007 gli ospedali hanno registrato mediamente 6 denunce al giorno. Il 15% delle richieste di risarcimento è stata avanzata contro gli ortopedici e a seguire contro medici di Pronto Soccorso e specialisti di chirurgia generale. Servono circa 18 mesi perchè 1 paziente su 3 ottenga un risarcimento medio di 48.400 euro. (Corriere della Sera Milano: 2 aprile 2008)

 

Gli errori medici uccidono più degli incidenti stradali

Giuseppe Remuzzi, Direttore dell'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Bergamo, ha spiegato che 'gli errori medici in USA hanno ucciso, nel 2005, 90.000 pazienti; nello stesso anno i morti per incidenti stradali sono stati 45.000'. In Italia ogni anno sono circa 15.000 i medici che affrontano cause di risarcimento. Il 42,3% degli errori si verifica per sovraccarico di lavoro, il 16,6% per l'organizzazione dei turni ed il 9,5% per problemi di comunicazione.  Fonte: La Repubblica, - 27 giugno 2007

 

 

"Il boom degli errori in corsia"

In Italia in 10 anni le denunce dei cittadini contro medici ed ospedali sono cresciute del 66%. Lo afferma ANIA, Associazione Nazionale delle Imprese Assicurative. Si è passati da 17.000 casi segnalati nel 1996 a 28.000 nel 2006. Per fronteggiare tutte le richieste, le Regioni stipulano polizze per la responsabilità civile in campo sanitario per un totale di circa 500 mln di euro l'anno. (la Repubblica:  23 settembre 2008)

 

 

"L'ortopedia guida il contenzioso sulle cure"

Sono oltre 4.000 i presunti 'errori medici' segnalati nel 2007 a Cittadinanzattiva-Tribunale dei Diritti del Malato, che domani presenta a Roma il rapporto 'Pit Salute 2007'. Il documento contiene 22.380 segnalazioni di disagio dei cittadini alle prese con l'assistenza sanitaria. Il 69% delle lamentele riguarda gli errori in ospedale, il 91% il tempo del ricovero, il 66% gli interventi chirurgici ed il 28% il momento della diagnosi. Il 18% del totale dei reclami viene da ortopedia, seguita da oncologia (12%) e chirurgia generale (9,5%). Cresce così il prezzo delle polizze assicurative accettate dal singolo professionista che svolge attività in proprio contro il rischio di errori e scendono quelle stipulate dagli ospedali. (Il Sole 24 Ore: 17 marzo 2008)

 

Malasanità: 320.000 casi l'anno

Da un'indagine firmata dalla Commissione tecnica sul rischio clinico, nata all'interno della Programmazione generale del Ministero della Salute, emerge che in Italia ogni anno si verificano circa 320.000 morti a causa di errori ospedalieri. In media muoiono circa 90 pazienti al giorno; almeno il 50% dei decessi sarebbe evitabile. Il 70% degli incidenti nasce da problemi organizzativi, il restante 27-30% è dovuto all'errore umano. Il sovradosaggio di farmaci e lo scambio di pazienti risultano essere le 'distrazioni' più diffuse. (Da: Il Messaggero, 6 febbraio 2005)

 

Questi dati ed i successivi sono impressionanti di quanto accada in ambiente sanitario. Non si vogliono qui aizzare i pazienti contro i medici, ma obiettivamente, se ci sono errori è giusto che anche in questo ambiente si risponda. Inoltre l’impunità garantisce la degenerazione di qualsiasi sistema. E’ quindi un interesse collettivo, e del sistema sanitario stesso,  che ci sia una competizione di interessi in grado di selezionare e stimolare l’efficienza.

 

In passato non si tentava neppure di avere un risarcimento almeno economico, per la convinzione di non ottenere nulla in quanto si pensava  che i medici “si coprissero a vicenda”, oppure che in tribunale le cause sono lunghe, costosissime e bisogna anticipare per molti anni cifre notevoli oltre a dover fronteggiare i migliori avvocati che i medici ed ancora più “le istituzioni”, possono pagarsi. Infine quando si cercava di iniziare una difesa dei propri diritti ci si impantana effettivamente nella  infruttuosa ricerca di un professionista che si pronunci  contro un altro. Oggi le cose stanno cambiando, sia per una perdita di potere di questi ambienti sia per la possibilità di appoggiarsi ad associazioni o studi legali specializzati ed organizzati in questo senso, dove tra l’altro quasi non ci sono anticipi di spesa, se lo studio valuta una sufficiente possibilità di successo. Su Interenet si trovano i siti di questo tipo. Segnaliamo ad esempio www.obiettivorisarcimento.it oppure telefonare al 0422/301139.

 

Settemila morti per le infezioni negli ospedali

Il 6,7% dei ricoverati si ammala e i morti per infezioni contratte negli ospedali si avvicinano a quelli per incidenti stradali. 'Inf Nos 2 2002-2004', studio epidemiologico realizzato grazie alla consulenza scientifica dell'Istituto Lazzaro Spallanzani (RM) e finanziato da GlaxoSmithKline, fornisce dati allarmanti riguardo le infezioni ospedaliere. L'indagine ha coinvolto 300 reparti di medicina, chirurgia e terapia intensiva di 40 ospedali italiani, per un totale di circa 13.000 pazienti. Ogni anno le 450.000-700.000 infezioni ospedaliere causano dai 4.000 ai 7.000 decessi. Il costo sociale è di circa 100 milioni di euro. Le malattie più diffuse nelle corsie sono le polmoniti e le infezioni del tratto urinario. (Da: Il Sole 24 Ore: Il Messaggero: 25 maggio 2005)

 

In ospedale ci si ammala?

Il 7-10% dei pazienti ed volte il 14%, forse vengono curati ma ne escono comunque con una nuova malattia, il che tra l’altro significa anche fra i 4.500 e 7.000 morti . Lo afferma un’inchiesta dell’Ist. Superiore della Sanità che sta preparando una “pagella pubblica” di tutti gli ospedali, perché i “ricoverandi” sappiano in che mani si mettono. Secondo un’inchiesta del CENSIS (ente pubblico) i casi di errori diagnostici o terapeutici sono passati dal 24,4 % nel’97 al 30,3% del 2001 (da L’Espresso 19/12/01 e Corriere della Salute 20/1/02).

 

Medici contro pazienti ad armi pari?

Si stima che ci siano in Italia 47.000 cause pendenti contro medici, con un’incidenza annua di 15-18.000 medici coinvolti che ricevono citazioni per 300 milioni di e anche se due su tre vengono giudicate infondate. Per difendere i sanitari è sorta l’AMAMI Ass. Medici Accusati Ingiustamente di Malpractice che ha avuto il suo primo congresso in marzo a Roma. Tra i suoi scopi dichiarati vi è quello di una informazione verso l’ambiente giudiziario per una corretta valutazione dei casi, oltre ad un mutuo sostegno economico. La prima proposta concepita è stata quella di far firmare al paziente l’accettazione di un arbitrato, che in caso di complicazioni escluda il ricorso in giudizio Negli USA, nel 2000 il rapporto  fra premi incassati dalle assicurazioni e risarcimenti pagati era dell’83%, nell’UE del 190%, in Italia del 700% e questo ha fatto lievitare enormemente i premi od anche rifiutare le polizze. C’è anche da dire che in Italia abbiamo 6 medici ogni 1.000 abitanti contro i 4 in Spagna e i 2,1 in USA e Canada (Sole da Il Sole24Ore Salute 23/1/04)

 

I farmaci sperimentati a tradimento…

Denunciati tre medici dell’ospedale di Ferrara perché provavano a tradimento farmaci sperimentali sui pazienti: durante una perquisizione a una casa farmaceutica di Milano si sono trovate le documentazioni di altre cinque cliniche universitarie coinvolte negli stessi giochi. La denuncia è stata fatta dallo stesso direttore generale dell’ospedale e qualcuno insinua una rivalità fra ospedale e università. I medici si difendono dicendo di non aver somministrato niente ma solo di aver controllato l’andamento di certe patologie senza prescrivere nulla (“Il Resto del Carlino” 12.9.1999)

Anche negli Usa non scherzano. Il quotidiano “Washington Post” ha pubblicato un’inchiesta:  senza dirlo al malato, al medico “sperimentatore” vengono pagati, a paziente, 1.610 $ per una terapia della prostata, 3.000$ per ipotensivi, 1.100 per ormoni in menopausa.

 

Troppi farmacia ai bambini?

È stato presentato a Roma, nel corso di un convegno, il Rapporto Arno-Pediatria 2003, realizzato dal Consorzio interuniversitario Cineca e dall'Istituto Mario Negri. L'indagine si basa su 24 aziende sanitarie di sei Regioni e sono stati monitorati circa un milione di bambini under 14, da Napoli a Belluno, e 1,9 milioni di ricette firmate per il 72% da 915 pediatri, per il 26% da 6.174 medici di medicina generale e per il 2% da altri camici bianchi. Obiettivo: valutare quali e quanti medicinali rimborsati dal SSN vengono prescritti alla popolazione pediatrica. I dati sono allarmanti: ogni anno un bambino italiano riceve in media tre ricette e quasi cinque confezioni di farmaci, di cui alcuni sono testati solo sugli adulti. Secondo gli esperti occorre più educazione, ma anche uno sforzo della ricerca per condurre sperimentazioni adeguate sui bambini (“Il Sole 24 Ore”, 1.12.2004)

 

Spaventare i medici per renderli più docili?

Oltre alla corruzione vengono usati anche altri metodi. Le strategie che si manifestano contemporaneamente in molte parti del mondo sono facilmente “teleguidate”, e in questi anni sono apparsi sui giornali molte inchieste, in particolare negli USA e in Gran Bretagna, sull’incapacità ed etica di alcuni medici. Una di queste afferma che in G.B. la terza causa di morte dopo cancro e infarto è costituita dagli errori medici, che produrrebbero di per sé 42.000 morti e 22.000 invalidi. (“La Repubblica” 20.12.99)

A prescindere dalla cifra, che ci sembra “alta”, resta la stranezza di veder sotto mira improvvisamente e sistematicamente una categoria che, insieme al parroco e al farmacista, costituiva un patto di ferro per il potere. Evidentemente le cose sono cambiate: che ci sia una strategia “dei poteri forti”? Nell’ipotesi che l’ammalare i popoli sia l’obiettivo, i medici potrebbero essere considerati “antagonisti culturali pericolosi, come per esempio per la discussa teoria che l’AIDS derivi da un virus. Infatti questa  si è potuta validamente contestare solo da medici e biologi o comunque tecnici. Quindi non solo il medico generico potrebbe essere velocemente sostituito dai computer e la sua preparazione universitaria sempre più impoverita, ma lui stesso è continuamente minacciato e screditato, impedendo inoltre ai pazienti di avere strumenti anche solo per capire cosa stiano loro facendo.

 

Poveri medici veri

Su “Il Giornale” del 19.8.1999 leggiamo che al tenace pretore Madaro sembra strano che si indaghi solo su casi “alternativi” e mai su tutti i morti di chemioterapia. Bisognerebbe realizzare l’art. 32 della Costituzione che prevede la libertà di cura e bisogna quindi stabilire per legge che almeno la si permetta là dove coi suoi metodi lo Stato non garantisce buoni risultati. Addirittura da alcuni anni al medico è vietato usare in terapia prodotti non previsti da una farmacopea (ufficiale) occidentale, in pratica obbligandoli ai farmaci di sintesi “approvati” e omeopatici. Il metodo Di Bella è addirittura esplicitamente vietato con decreto, ai medici nell’ambito del Servizio Sanitario, e comunque quando non segue la cura (protocollo) “prevista” per le varie malattie, il medico è perseguibile anche se sta cercando di fare il medico-ricercatore per ottenere di più. In pratica solo le multinazionali possono fare ricerca e poi imporre il loro punto di vista. La chiamano scienza, ma è solo l’ufficio postale delle multinazionali con gli impiegati in camice bianco, anche se qualcuno di loro continua a ribellarsi.